
Pieter Bruegel il Vecchio
(1526? - 1569) |
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L'incisione nasce come tecnica per riproduzione. In
Cina, nell'ottavo secolo dopo Cristo, si eseguono immagini
sacre e motivi decorativi incisi su tavolette di legno per
riprodurle poi su tessuto (xilografie).
In Italia, nel 1300, si eseguono illustrazioni xilografiche
(su legno) per testi religiosi manoscritti e per la stampa
di carte da gioco.
Intorno alla prima metà del '400 in Italia, quasi
contemporaneamente a quando avveniva in Germania, la tecnica
di incisione su metallo a bulino sostituirà, come
procedimento di stampa quella su legno (xilografia).
Il Vasari narra che dal 1450 in Italia, nelle botteghe degli
orafi fiorentini, si facevano opere di ageminatura e
niellatura, erano cioè una sorta di piccole placche
d'argento incise a bulino dagli orafi e utilizzate per la
decorazione di armi, oggetti sacri, medaglie, cofanetti ed
altro.
Queste incisioni venivano poi riempite con smalto nero "nigellum"
e, per controllare l'esatta esecuzione del lavoro, si
premeva su di esse un leggero foglio di carta sul quale si
trasferiva l'immagine.
Questi artigiani quindi, attraverso le prove eseguite su
carta umida, controllavano l'immagine che avevano inciso e
giudicavano lo stato di finitura del lavoro.
Pare che fosse stato proprio questo procedimento a suggerire
ad un orafo fiorentino dell'epoca, un certo Maso Finiguerra,
la possibilità di usare questo procedimento come tecnica di
stampa più immediata e ricca di possibilità di quella su
legno (xilografia) fino ad allora in uso.
Possiamo affermare perciò che l'incisione su rame con
bulino nasce nelle botteghe di orafi e presenta
caratteristiche virtuosistiche di mestiere tipiche
dell'orafo fino a che artisti dell'epoca si accosteranno a
questa pratica ricavandone autentiche ed originali
possibilità espressive.
Primo capolavoro dell'incisione su metallo in Italia è
l'opera del Pollaiolo: "Il combattimento degli ignudi"
(circa 1470).
Nell'Italia settentrionale il maggior incisore del '400 è
Andrea Mantegna di cui si conoscono sette incisioni sicure.
L'incisione aveva allora la funzione di diffondere,
riproducendole, le opere degli artisti.
L'incisore bolognese Marcantonio Raimondi fu celebre per le
sue incisioni che riproducevano le opere di Raffaello.
Fra altri famosi artisti che predilessero questa tecnica
ricordiamo ancora il Brunelleschi, il Verrocchio, il
Francia. Contemporaneamente in Germania operava un grande
incisore a bulino: Albrecht Durer (1471-1528).
Nel 1500 l'incisione continua ad essere praticata da
artigiani anonimi che copiavano i dipinti di famosi artisti
contemporanei per farne opera di diffusione.
Fino ad ora si è parlato di incisione su metallo (rame)
eseguita prevalentemente a bulino. Nel 1500 l'artista
Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (1508-1540),
sperimentò, grazie alla sua passione per l'alchimia, un
nuovo metodo d'incisione su metallo per mezzo di un acido
che aveva il potere di corrodere il metallo.
L'acido utilizzato, il nitrico, venne chiamato "Acquaforte".
Si interessarono a questa nuova tecnica per creare
"incisioni originali" (cioè incise di propria mano) diversi
artisti quali: Agostino Carracci, il Veronese, il Correggio,
il Canaletto, il Tiepolo, Rubens e Van Dick.
E' importante ricordare l'opera incisoria di Rembrandt,
maestro dell'acquaforte. Fu lui infatti a liberarla
dall'imitazione dell'incisione a bulino.
Ricordiamo nel '700 la produzione incisoria del Tiepolo
(1696-1770), di Antonio Canal (1697-1788) detto il
Canaletto, e dell'architetto Giovan Battista Piranesi
(1720-1788) che pare abbia inciso non meno di 1000 lastre.
Nell'800 si manifesta il declino dell'acquaforte come
tecnica di stampa per l'apparire della
(incisione su pietra) di più rapida esecuzione.
Gli artisti continuarono a sperimentare le tecniche di
incisione ad acquaforte come mezzo per raggiungere risultati
espressivi impossibili con il disegno o la pittura.
Cominciarono a sorgere le calcografie, botteghe dove gli
artisti si ritrovavano ad incidere le loro lastre e dove
venivano accuratamente conservate le matrici.
La maggiore calcografia giunta fino ad oggi è quella di
Roma, costituita nel 1738 e nota come "Calcografia
Nazionale" ricca di matrici celeberrime.
Attualmente si fa riferimento alla numerosa raccolta di
Prandi a Reggio Emilia. |
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