
| Vincent Van Gogh (1853 -
1890) |
|
|
|
|
|
|
|
|
Breve storia
dell'arte figurativa
L'arte figurativa nasce in un’epoca molto remota, con le prime
immagini di animali graffite e dipinte sulle volte delle grotte
naturali. Con esse l’uomo primitivo comunicava, in modo
immediato ed essenziale, le proprie necessità materiali e
spirituali in una serie di figurazioni intensamente espressive
ed emotivamente coinvolgenti.
Questa ricerca, di sintesi, che faccia appello ai bisogni
spirituali più elementari e, conseguentemente più universali
dell’uomo, diviene consapevole con l’avvento della storia.
Nelle loro molteplici espressioni formali, le grandiose effigi
Sumeriche, Assiro-Babilonesi, Egizie, Fenicie e Cretesi ci
trasmettono, tramite lo spirito della civiltà a cui esse
partecipano, un messaggio più profondo che ricollega il presente
a passato e lo proietta nel futuro.
La scultura Greca con la sua ricerca nell’assoluto nella
perfezione delle proporzioni e le colossali statue ed
architetture Romane, non si discostano dalle stilizzatissime
icone Bizantine nel tentativo di trasmettere ai posteri la
nostra capacità di percepire e fruire dell’eredità spirituale
che esse ci tramandano.
La ricerca dell’unità nella pluralità unisce spiritualmente
Giotto a Michelangelo e Leonardo da Vinci, come pure ai grandi
pittori e scultori Barocchi.
Sebbene usino tecniche diverse, adeguate al momento in cui
vivono, questi grandi artisti ci suggeriscono una chiave di
lettura che non si sofferma su ciò che l’episodio racconta,
bensì su ciò che esso evoca e suscita nel fruitore: emozioni
legate alla sua esperienza di vita, che si allargano in
esperienze universali, e che rispondono a profonde esigenze
interiori.
L’opera figurativa del ‘900, nella scomposizione e
ricomposizione apparentemente arbitraria di immagini,
nell’annullamento completo della figura in un’astrazione di luci
e colori, nelle molteplici manifestazioni a volte di difficile
interpretazione, può apparire inusuale ad una lettura
superficiale. Essa non deve essere analizzata rapportandola a
ciò che essa rappresenta, poiché la sua natura simbolica esula
da qualsiasi precisa definizione.
Essa deve essere fruita e goduta in modo istintivo, lasciando
che le emozioni e sensazioni che essa sprigiona si impossessino
di noi e ci conducano ad una lettura intuitiva del messaggio.
(Clara Guarany) |
|
|